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Monumenti

Chiesa San Marco

La chiesa è secondo quanto riferisce il Muroni, la più antica in Sardegna dedicata al Santo. Situata alla periferia di Ollastra su di una piccola altura circondata da un muretto a secco si trova la Chiesa di San Marco, risalente al 1400 circa. Di ispirazione romanica la chiesa ha subito vari interventi di restauro nel corso dei secoli. Originariamente la chiesa pare fosse ad unica navata, infatti sul fronte sud-est sono visibili i conci angolari dell'impianto mononavato. Solo successivamente è stato realizzato l'ampliamento con l'aggiunta delle due navate laterali; questa fase risale forse al XVII - XVIII secolo.

Oggi appare, in seguito ad un ultimo restauro, nella sua struttura trinavata, suddivisa da pilastri a base quadrangolare. Da ciascun pilastro partono tre archi a tutto sesto che sostengono le campate laterali e dividono gli spazi, mentre un successivo arco va a formare la navata centrale partendo da una posizione più elevata rispetto ai precedenti. La copertura a capanna è stata realizzata all'interno con le caratteristiche canne intrecciate di molte case sarde, "s'urriu" sorretto da travi in legno.

La Cripta, alla quale si accede dall'esterno, mediante una scala situata nel lato nord, è suddivisa in tre navate da grossi pilastroni realizzati in cotto. Ognuno di questi pilastri forma con il suo successivo una piccola volte a botte, che poi si alterna con quelle a crociera. al centro dei quattro grossi pilastri.

La festa religiosa inizia il pomeriggio del 24 Aprile, con la celebrazione dei vespri nella chiesa dedicata al Santo. Il giorno della festa, il simulacro di San Marco viene portato in processione e sosta alla fontanella che si trova lungo la strada principale, per la benedizione dell'acqua. Questo rituale viene tutt'ora rinnovato quale buon auspicio per l'annata agraria. La processione termina con la messa solenne nella chiesa parrocchiale. Il giorno seguente, dopo la processione, l'effigie del Santo fa rientro alla sua chiesa, dove la messa conclude i riti religiosi. 

 

Chiesa Santa Severa

Così come appare oggi, la Chiesetta si fa risalire al 1450 circa (seconda metà del XV secolo). E' un edificio a pianta rettangolare, suddiviso in tre navate collegate da archi a tutto sesto poggianti su pilastri a base quadrata in trachite.

Lungo le linee di tali pilastri si sviluppa un piccolo presbiterio delimitato da un arco a tutto sesto in pietra squadrata. Ha la volta accennata a crociera e la finestra rivolta a oriente, la cui vetrata, da un normale schema a croce ottenuto per negativo, crea un effetto piuttosto particolare: quando sorge il sole la luce dipinge una croce sulla parete sinistra dell'abside.

La copertura è a capanna con tavole e travi in legno; lungo la navata centrale si nota una struttura particolare formata da una travatura a reticolo con funzione di sostegno: capriate.

La chiesa di Santa Severa però è senz'altro di origine molto antica, probabilmente un piccolo tempio Paleocristiano con tracce di costruzioni Romane e Bizantine. Aveva un'unica navata con abside semicircolare.

Sulla facciata si presentano due ingressi di cui il secondo di forma più arcaica rispetto al principale; in corrispondenza di questo una finestra ottagonale delimitata da due conci di trachite. Ancora superiormente, incavato nell'intonaco, un piccolo piatto fondo raffigurante un cervo. 

 

Sull'ultimo tratto dello spiovente di destra troneggia un particolare architettonico dall'aspetto quasi imponente rispetto alla semplicità dell'intero edificio: si tratta di un campanile a vela, formato da un arco scolpito su unico masso, sostenuto da due grossi parallelepipedi irregolari in trachite.

Si racconta che lungo la via Santa Severa, o comunque in vicinanza della Chiesa, sorgessero piccole case da pellegrinaggio, le cosiddette "Domus de Nuinas"; pare inoltre che queste siano state adibite a "lazzaretto" nel periodo in cui la popolazione venne colpita dalla peste. Avvenimenti storici ai quali momentaneamente non possiamo attribuire una data certa, anche se si presume che all'epoca la Chiesa fosse isolata e il paese era senz'altro ubicato altrove.

 

Chiesa San Sebastiano

La chiesa parrocchiale di Ollastra è dedicata a San Sebastiano. E' di ispirazione romanica e la si fa risalire al 1600. La sua struttura su pianta a croce latina, con abside quadrangolare e vota a crociera si richiama allo stile gotico-aragonese. Sulla parete frontale del presbiterio si innalza imponente un crocifisso ligneo di ottima fattura risalente al 1600. La chiesa parrocchiale annovera tra i suoi arredi sacri una croce d'argento "Crusci de Pratta" datata 1630, la Madonna dell'Assunta, deffinita dalla soprintendenza "opera di suggestiva bellezza e molto interessante dal punto di vista storico e artistico" pare risalga al XIII secolo. La facciata presenta un semplice portale sovrastato da un oculo di forma ottagonale che permette alla luce naturale di entrare. Alcuni elementi decorativi sono le pietre a vista degli spigoli laterali e la modesta cornice che segue la pendenza del frontone. Sul lato destro si erge il campanile ricostruito nel recente passato; ha sostituito quello di epoca più arcaica fiancato alla sinistra dell'edificio. Internamete è costituita da un'aula a quattro campate su pilastri più antichi. Le vele delle volta a crociera sono delimitate da costoloni in rilievo intersecati al centro da un caratteristico "tamburo" o chiave di volta e terminanti su mensole in pietra che raffigurano visi di angeli.

 

Chiesa San Costantino

Sorge su di una piccola collina e la sua struttura attuale è di origine piuttosto recente, si tratta infatti di una ricostruzione per la quale sono stati usati i ruderi della vicina Chiesa di Santa Vittoria, che pare fosse situata sulle sponde del fiume Tirso.

Essa presenta una struttura essenziale: si sviluppa in un'unica navata a rettangolare e due aperture, di cui una situata latteralmente, la copertura è a capanna con assi in legno.

Sulla parete sinistra della chiesa, trovano posto i così detti ex voto, a testimonianza del sentimento religioso dei sardi in generale e degli ollastrini in particolare, che spesso si reidentificava in antiche credenze pagane. Si tratta di oggetti rappresentanti arti umane e addirittura piccole statue di animali utilizzati nel lavoro dei campi. Questi venivano offerti al santo in segno di grazia ricevuta ad a risoluzione di qualche promessa.

Negli anni '50 la chiesa aveva una conformazione diversa: possedeva una sacrestia laterale. Unica testimonianza dell'esistenza di questa struttura è la porta di accesso perfettamente visibile dall'interno, riportata alla luce nei lavori dell'ultimo restauro.